Nome, attività, prodotti, sedi, persone e relazioni presentati in modo coerente.
Essere compresi prima di essere considerati.
Lavoriamo su entità, contesto, autorevolezza ed evidenze per ampliare le condizioni affinché la tua azienda venga compresa e considerata nelle esperienze di intelligenza artificiale generativa.
Non esiste un pulsante per “entrare nell’IA”.
Gli ambienti generativi dipendono da sistemi esterni, fonti, policy e modelli che cambiano. Il lavoro serio consiste nel migliorare la qualità dei segnali che l’azienda può controllare.
Conoscenza originale, reputazione, evidenze e riferimenti che sostengono ciò che il brand afferma.
Informazioni abbastanza complete da evitare che i sistemi debbano indovinarne il significato.
Cosa dice Google su AEO e GEO.
Nelle indicazioni pubblicate per le funzioni generative di Google Search, AEO e GEO vengono riconosciuti come termini usati dal mercato. La documentazione ribadisce però che l’ottimizzazione per le esperienze generative resta radicata nelle buone pratiche fondamentali di SEO e invita alla cautela verso “hack” speciali non supportati.
Leggi le indicazioni ufficiali di Google Search ↗Cosa controlliamo.
Possiamo lavorare su architettura tecnica, contenuti, identità del brand, coerenza delle entità, dati strutturati quando appropriati, autorialità, fonti, documentazione, link interni ed evidenze. Non controlliamo quali risposte produrrà un modello esterno per ogni query.
Non promettiamo “il primo posto nell’IA”.
Promettiamo metodo: ridurre l’ambiguità, migliorare la struttura, rafforzare l’autorevolezza e rendere la presenza digitale più comprensibile e difendibile.
GEO senza SEO diventa una scorciatoia. SEO senza contesto può diventare commodity.
L’opportunità sta nella combinazione: tecnica solida, contenuti non commodity, brand riconoscibile, informazioni verificabili e comprensione del mercato in cui l’azienda compete per l’attenzione.
Misura la distanza competitiva con Brandile →